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La Destra in Europa
Università d'Italia

 

QUESTA SEZIONE DEL SITO INTENDE ESAMINARE E DESCRIVERE 

I MOVIMENTI DI DESTRA MODERATA ED ESTREMA NEL PANORAMA EUROPEO

L'ESTREMA DESTRA IN EUROPA

Nella maggior parte delle democrazie occidentali dal dopoguerra fino agli anni ’80 i movimenti d'estrema destra dal punto di vista elettorale sono stati pressoché inesistenti. L’unico partito di una certa rilevanza lo si è avuto in Italia con il Movimento Sociale Italiano (MSI), che ha costituito il punto di riferimento per l’estrema destra europea. Solo negli anni ‘80 e ‘90 poi è comparso il Fronte Nazionale francese (FN), che successivamente ha ispirato in altri paesi numerose formazioni politiche, con esiti variabili, oppure nella maggioranza dei casi del tutto marginali.

Con la fine degli anni ’90 la scissione del Fronte Nazionale francese e il tracollo delle estreme destre alle elezioni europee del 13 giugno 1999 avevano dato l’impressione che il loro declino fosse ormai iniziato. Ma da allora, diversi risultati elettorali hanno contraddetto questa previsione.

Il successo della nuova estrema destra europea va ricercato soprattutto nel fatto che essa si presenta sotto una nuova veste: lotta alla società multirazziale ed alla globalizzazione, xenofobia, omofobia, islamofobia e “differenzialismo etnico”. Seguendo questi temi è dall’inizio degli anni ‘90 che l’estrema destra europea ha proceduto ad una revisione ideologica strategica, relegando nella maggior parte dei casi alle liturgie nostalgiche i riti parafascisti e nazisti, per candidarsi in questo modo ad occupare terreni di conflitto della società contemporanea, rimettendo al centro del proprio progetto la difesa della comunità naturale dalle presenze straniere; poiché  l’immigrato extracomunitario nonostante esso fugge dalla miseria di tutti i Sud del mondo è visto come un vero e proprio spettro. L’unico modo per arginare la sua “invasione” è realizzare una “Europa delle Regioni”, una “Europa dei popoli, la “piccola patria”, basata rigorosamente sul federalismo etnico - o per dirla in un altro modo sul “differenzialismo etnico” - per rendere possibile il non-inquinamento etnico dei luoghi preservando le diverse identità culturali, nazionali e religiose.

Sfruttando in questo modo il malessere e lo spaesamento provocati dalla globalizzazione che - oltre a rappresentare l’odiato modello americano - nel pensiero politico della nuova destra, porta all’omologazione culturale e all’incontro fra i popoli. Inoltre, la globalizzazione non riconoscendo le diversità tra i popoli, opera una sorta pulizia etnica, che altro non è che la società multirazziale. Appunto per questo motivo che i partiti di estrema destra delle nazioni aderenti all’Unione Europea, e anche in quelle in predicato di entrarci, si oppongono decisamente agli organismi comunitari, o per lo meno all’architettura europea attuale disegnata dal Partito popolare europeo e dal Partito socialista europeo che prevede: maggiore integrazione, moneta comune, Parlamento e Commissione europei. Bensì l’estrema destra vuole il ritorno al predominio delle nazioni sugli organismi comunitari temendo l’annullamento delle particolarità regionali nel gigantismo di Bruxelles e rilancia l’idea “Europa dei popoli”. Queste teorie non ricalcano altro che il pensiero di Alain de Benoist il fondatore della Nouvelle Droit; ossia colui che oggi è unanimemente considerato il riferimento teorico più accreditato dalla destra radicale europea, il padre del cosiddetto “differenzialismo etnico”, la nuova frontiera del pensiero razzista

La revisione ideologia dell’estrema destra rappresenta quasi una forma di protesta di tipo reazionario in seguito all’adesione totale della destra e della sinistra tradizionali ai postulati dell’ultraliberalismo e della globalizzazione; e nello stesso tempo si giova dell’allontanamento della sinistra europea dagli strati popolari.

Dunque per certi versi si può parlare di un’estrema destra atipica, che ha abbandonato il culto dello stato per l’ultraliberalismo, il corporativismo e per il mercato. Anche se è bene sottolineare che alcune formazioni politiche si richiamano ancora alle ideologie autoritarie e fasciste, se non nazionalsocialiste, ma sono diventate marginali, mentre progrediscono i partiti privi di una filiazione storica e ideologica estremista, che sembrano poter offrire soluzioni a una proposta politica chiusa, ampiamente consensuale e totalmente aderente al modello economico e sociale ultraliberista. Praticamente una sorta di “liberalismo autarchico” senza il libero scambio: un liberalismo che dovrebbe fermarsi ai confini nazionali, e si tradurrebbe nello smantellamento dello stato e delle conquiste sociali.

Quindi non bisogna meravigliarsi se partiti come la Lega Nord nati come movimenti antifascista e per la protesta antitasse hanno assunto tutti i connotati di un classico e moderno partito di estrema destra, xenofobo, islamofobico, omofobico, antieuropeista e in molte occasioni espressamente razzista e fascista. Del resto anche altri partiti della destra radicale in Europa - in particolare quelli scandinavi come il Partito della patria (Norvegia), il Popolo del danese (Danimarca) e il Movimento patriottico popolare (Finlandia) - non hanno parentele con il fascismo, essendo nati come movimenti per la protesta fiscale degli anni settanta e giunti alla focalizzazione sulla xenofobia solo negli anni Novanta, proprio come il partito leghista.

Questa forma di populismo xenofobo ha sfondato soprattutto tra le categorie di popolazione più minacciate nel loro status sociale e occupazionale, che vedono nell’immigrato come colui che va ad occupare i posti di lavoro destinati alla popolazione locale.

In questo modo, con tutte le nuove caratteristiche acquisite l'estrema destra europea ha attirato a sé una base sociale, e di conseguenza si esprime oramai più attraverso le urne che con un attivismo violento. Così, a fianco dei partiti legali o anche al loro interno (non è rara la doppia appartenenza dei militanti) si manifestano da alcuni anni gruppuscoli violenti, di ideologia apertamente neonazista e razzista.

All'interno della galassia dell'estrema destra, in realtà, come detto, ci sono partiti molto diversi. Alcuni partiti partono da posizioni dichiaratamente fasciste o addirittura naziste, come i tre movimenti estremisti tedeschi (Republikaner del leader Rolf Schlierer, Npd e Dvu), i tre italiani (Movimento Sociale Fiamma tricolore – e la coalizione Alternativa Sociale, che comprende Forza Nuova, Fronte Sociale Nazionale e Azione Sociale di Alessandra Mussolini), la spagnola Democrazia Nazionale, il Partito Nazionale britannico del leader Nick Griffin, il Fronte ellenico, l’ungherese Partito della giustizia e della vita.

Altri hanno nel tempo diluito i richiami neofascisti in una sorta di socialismo di destra con venature molto marcate in senso antiglobaliste e antiliberiste come i francesi Fronte Nazionale di Le Pen e il Movimento nazionale repubblicano di Mégret (nato in seguito ad una scissione don il partito di Le Pen), e l’FPO (Partito liberale) di HC Strache in Austria.

Del tutto particolari sono l’italiana Lega Nord e il fiammingo Vlaams Belang (EX Vlaams Blok), che rivendicano l’indipendenza di alcune, presunte o meno, nazioni all’interno di stati nazionali. Aggiungendo a queste rivendicazioni di autonomia programmi politici conditi da tesi razziste e xenofobe, nonché da decisi spunti antieuropeisti in linea con l’estrema destra europea.  

Recentemente sono sorti partiti nel nord-centro Europa che accomunano spinte populiste (nazionalismo, localismo, rivolta fiscale, opposizione all’euro e all’Europa) a programmi anti-immigrati conditi da accenni parafascisti, come Per un’Olanda vivibile dell’assassinato Pim Fortuyn, il Partito del popolo danese di Pia Kjærsgaard, il norvegese Partito del progresso di Carl Hagen, il Partito del popolo svizzero di Christoph Blocher, la svedese Nuova democrazia e l’irlandese Eire Now.

Infine ci sono i partiti dell’Est europeo ex comunista dove la connotazione ultranazionalista e fascista è prevalente, come il Partito della Grande Romania, i liberaldemocratici russi di Zhirinovski, il Partito nazionalista slovacco, il Partito della destra croata (Hrvatska Stranka Prava), il Partito radicale serbo di Vojislav Seselj. Non a caso, infine, l’estrema destra nazista ha il maggiore seguito proprio nell’ex Germania Est e in Russia con il partito Pamyat.

Oltre alla decisa e ferma opposizione alla globalizzazione e all’Unione Europea, molto diffuso è anche l’anti-americanismo, nonché nei movimenti più antisemiti l'incitamento all'estremismo palestinese e arabo. In quest’ottica non vanno infatti, dimenticate la stretta di mano tra Umberto Bossi e Slobodan Milosevic durante la guerra in Kosovo, il sostegno incondizionato di Zhirinovski e dell'estrema destra greca al regime serbo, la visita di Haider in Iraq a Saddam Hussein, il quale è stato considerato “un patriota” anche da Le Pen.

Esistono partiti di estrema destra con posizioni dichiaratamente fasciste o addirittura naziste, come i tre movimenti estremisti tedeschi (Republikaner, Npd e Dvu), i tre italiani (Ms-Fiamma tricolore, Forza Nuova, Fronte sociale nazionale), la spagnola Democrazia nazionale, il Partito nazionale britannico, il Fronte ellenico, l'ungherese Partito della giustizia e della vita, il fiammingo Vlaams Belang (EX Vlaams Blok)

Altri hanno nel tempo diluito i richiami neofascisti in una sorta di socialismo di destra con venature antiglobaliste e antiliberiste come i francesi Fronte nazionale di Le Pen e il Movimento nazionale repubblicano di Mégret, l'Fpö (Partito liberale) di Strache in Austria. Alcuni di questi partiti erano stati riuniti proprio da Le Pen in un supergruppo europeo

chiamato Euro-nat. Haider (ex segretario dell' FPO) aveva proposto di federare i partiti dell'estrema destra nelle elezioni europee del 2004, senza incontrare però molto entusiasmo. In ogni caso la federazione non avrebbe compreso Le Pen, che Haider considerava «un razzista».

POPULISTI E NAZIONALISTI - Recentemente sono sorti partiti nel nord-centro Europa che accomunano spinte populiste (nazionalismo, localismo, rivolta fiscale, opposizione all'euro e all'Europa) a programmi anti-immigrati conditi da accenni parafascisti, come Per un'Olanda vivibile di Pim Fortuyn, - assassinato il 6 maggio 2002 - vincitore delle allora comunali di Rotterdam, il Partito del popolo danese di Pia Kjærsgaard, il norvegese Partito del progresso di Carl Hagen, il Partito del popolo svizzero di Christoph Blocher, la svedese Nuova democrazia, l'irlandese Eire Now.

EST EUROPA - Infine ci sono i partiti dell'Est europeo ex comunista dove la connotazione ultranazionalista e fascista è prevalente, come il Partito della Grande Romania, i liberaldemocratici russi di Zhirinovski, il Partito nazionalista slovacco, il Partito della destra croata (Hrvatska Stranka Prava), il Partito radicale serbo di Vojislav Seselj. Non a caso, infine, l'estrema destra nazista ha il maggiore seguito proprio nell'ex Germania Est e in Russia con il partito Pamyat.

CONTRO L'EURO E L'UE - Non sono soltanto i sentimenti xenofobi e razzisti a connotare questi movimenti. Una posizione comune nei partiti di estrema destra delle nazioni aderenti all'Unione europea, e anche in quelle in predicato di entrarci, è l'opposizione agli organismi comunitari, o per lo meno l'opposizione all'architettura europea attuale disegnata dal Partito popolare europeo e dal Partito socialista europeo: maggiore integrazione, moneta comune, Parlamento e Commissione europei. L'estrema destra si oppone in modo deciso e vuole il ritorno al predominio delle nazioni sugli organismi comunitari e, nei movimenti localisti (Lega Nord, Vlaams Blok), teme l'annullamento delle particolarità regionali nel gigantismo di Bruxelles e rilancia l'idea «Europa dei popoli». Per arrivare all'estremismo di Le Pen, che vorrebbe l'uscita immediata della Francia dall'Ue e il ritorno al franco come moneta corrente o quanto meno da affiancare all'euro.

ANTIGLOBALISMO
- L'estrema destra, specie quella di ispirazione neofascista e neonazista, tra i suoi programmi principali ha il superamento del liberismo e la guerra alla globalizzazione (in questo molto vicina all'estrema sinistra e ai movimenti cattolici di base). L'anti-americanismo è molto diffuso, così come nei movimenti più antisemiti l'incitamento all'estremismo palestinese e arabo. In quest'ottica va visto anche l'aperto appoggio dato a personaggi e leader di nazioni contro le quali l'occidente ha combattuto recenti guerre. Esempi furono la stretta di mano tra Umberto Bossi e Slobodan Milosevic durante la guerra in Kosovo, il sostegno incondizionato di Zhirinovski e dell'estrema destra greca al regime serbo, la visita di Haider in Iraq a Saddam Hussein, il quale è stato considerato «un patriota» anche da Le Pen.

Vediamo ora la situazione stato per stato delineando gli aspetti chiave dei partiti

 

ITALIA : i partiti che compongono il centro-destra (diciamo tradizionale, cioè la Casa delle Libertà) sono 4: Forza Italia (Berlusconi), Alleanza Nazionale (Fini), UDC (Cesa) e Lega Nord (Bossi).

Fanno però parte del panorama della Destra italiana anche le seguenti formazioni politiche : Alternativa Sociale (Mussolini), un gruppo politico che comprende Forza Nuova (Fiore), Fronte Sociale Nazionale (Tilgher) e Libertà d'Azione (Mussolini); Movimento Sociale - Fiamma Tricolore (Romagnoli); Movimento Idea Sociale (Rauti); La Destra (Storace)

  • FORZA ITALIA : partito liberale, riformista e anti-comunista nasce nel 1994 per volontà dell'imprenditore Silvio Berlusconi, uomo che deve destreggiare i suoi interessi tra sport (proprietario del Milan), editoria (Mondadori), edilizia, giornali (Il Giornale), televisione (Mediaset), assicurazioni... Le sue aziende danno lavoro a circa 56000 persone. Nasce come partito-azienda e ottiene alle prime elezioni un risultato pazzesco, quasi il 30%!! E' sempre stato il leader della coalizione di centro-destra ed è famoso il suo odio verso il comunismo espresso in ogni forma. Sua è stata la legislatura più lunga della storia, durata 5 anni composti da 3 anni e mezzo e un altro anno e mezzo

  • ALLEANZA NAZIONALE : rappresenta(va) i valori della Destra Italiana, nasce nel 1993 da una costola dell'MSI in seguito alla svolta di Fiuggi. In quell' anno alcuni membri dell'MSI decisero di compiere una svolta centrista formando così Alleanza Nazionale. L'MSI sopravvive ancora oggi ma ho avuto grossi problemi e al giorno d'oggi raccoglie voti sull'ordine dell'1%. Il leader è Gianfranco Fini, ex segretario del Fronte della Gioventù e delfino di Almirante. La svolta centrista è attuata definitivamente nel 2004 quando Fini dichiara il fascismo "il male assoluto" (questo comporterà la fuoriuscita del partito di Alessandra Mussolini, nipote del Duce Benito Mussolini) rivoltando completamente una tesi espressa un paio di anni prima in cui considerava Mussolini il più grande statista del secolo e si reca in visita a sinagoghe e moschee volendo inoltre concedere il voto agli immigrati

  • UDC : il partito più moderato della coalizione. Grande rispetto per le istituzioni e per la Repubblica.    Nasce dalla fusione del CCD e CDU, partiti che si rifacevano alla Democrazia Cristiana

  • LEGA NORD : è il movimento federalista di Umberto Bossi. Nato nel ... dall'unione di vari movimenti autonomisti con a capo la Lega Lombarda. E' sempre stato contraddistinto da spinte autonomiste che lo portano ad avere come primo punto del programma politica la raggiunta del federalismo fiscale, cioè l'autonomia monetaria delle regioni. Nell'attuale legislatura i ministri leghisti sono stati 3 : Calderoli (Riforme, in seguito alla malattia di Bossi), Castelli (Giustizia) e Maroni (Welfare). Si è sempre definito un partito "super partes", cioè né di destra né di sinistra ma ha sempre preferito l'alleanza con il centro-destra. Anzi, alcune studiosi di politologia inseriscono la Lega tra i partiti di estrema destra per le sue posizioni contro gli immigrati (però non hai mai dimostrato segnali di anti-semitismo, tipico invece per i partiti dell'estrema destra tradizionale)

  • ALTERNATIVA SOCIALE : nasce nel febbraio 2004 ad opera di Alessandra Mussolini la quale, in dissenso con il leader del suo ex partito Gianfranco Fini che aveva definito il male assoluto rinnegando le radici di An, decide di uscire da AN. Questa coalizione comerende Azione Sociale della stessa Mussolini, Forza Nuova e il Fronte Sociale Nazionale

  • Movimento sociale-Fiamma TRICOLORE: ha conquistato un seggio in Senato alle elezioni politiche del maggio del 2001. E' il senatore Luigi Caruso Verso, eletto nel collegio di Avola, in provincia di Siracusa, nella lista della Casa delle Libertà.

Ora esaminiamo il resto d'Europa... Comincio dall'Austria per l'affetto che mi lega a questo paese poi procederò in ordine alfabetico

AUSTRIA

Rappresentano il panorama della destra l'OVP - Osterreichs Volks Partei (Partito Popolare austriaco) del cancelliere Schlussel e l'FPO - Freiheitlichen Partei Osterreich (Partito austriaco delle Libertà) del mio carissimo amico Heinz-Christian Strache, successore di Jorg Haider alla guida del partito

  • OVP : è un partito cristiano sociale sul tipo della CSU tedesca e la SVP altoatesina. IL maggiore del partito del paese dagli anni 90 ha preferito l'alleanza con l'FPO di Haider piuttosto che con l'SPD (Socialisti)

Österrichische Volkspartei (ÖVP)/Partito Popolare austriaco
(www.oevp.at) – tedesco

  • FPO  : viene fondato nel 1956 come un partito liberale e nazionalista; il suo immediato predecessore era stata la Federazione degli Indipendenti

    Nelle elezioni dell'ottobre 1999 si registra una massiccia crescita dei liberal-nazionalisti (FPO) di Jeorg Haider, che conquistando 52 seggi diventano il secondo partito austriaco. Il varo del primo governo di centro-destra (Oevp-Fpoe) nella storia della Seconda Repubblica austriaca, il 4 febbraio del 2000, provoca un terremoto politico e fa scattare le sanzioni bilaterali da parte degli stati membri dell'Unione europea, che saranno revocate l'8 settembre dello stesso anno.

    Nell'aprile 2005 Haider lascia il partitio fondando il BZO  ma è una disfatta, l'FPO riesce invece a limitare i danni

FPO - Freiheitlichen Partei Osterreich (Partito austriaco delle Libertà)

(www.fpoe.at)

ALBANIA

(PDSH) Partia Demokratike të Shqipërisë /Partito Democratico albanese
(www.albania.co.uk/dp) - inglese

 

BELGIO

  • Vlaams Belang : prospera nelle Fiandre belghe; è l'espressione estrema del Movimento fiammingo. Nelle ultime amministrative ha conquistato Anversa. Il suo leader è Frank Vanhecke, che sostiene la causa dell'indipendenza della Fiandre con Bruxelles come capitale. 

(http://vlaamsblok.be/index.shtml; http://www.vlaamsbelang.org/index.php)

  • Front national : partito dell'estrema destra francofona, ha un seggio in Parlamento.

BULGARIA
(SDS) Sajuz na Demokartie Sili /Unione delle Forze Democratiche
(www.bild.net/udf/about.htm) – bulgaro/inglese

CROAZIA
(HDZ) Hrvatske Demokratske Zajednica /Coalizione Democratica croata
(www.hdz.hr) – serbocroato/inglese

CIPRO
(DISY) Dimokratikou Synagermoy /Rassemblement Democratico
(www.disy.org.cy) - neogreco

REPUBBLICA CECA
(KDU) Krestanka Demokraticka Unie /Unione Cristiano-Democratica


(
www.kdu.cz) – ceco/inglese
(ODS) Obeanske Demokraticka Strana /Partito Civico Democratico
(www.ods.cz) – ceco/inglese

DANIMARCA

  •  (DF)  Dansk Folkeparti) / Partito del Popolo Danese : fondato il 6 ottobre 1995 a Christiansborg. Alla prima assemblea annuale organizzata a Vissenbjerg, Funen, il 1° giugno 1996, la parlamentare Pia Kjærsgaard è stata eletta all'unanimità alla guida del partito. Alle elezioni politiche dell'11 marzo 1998, il Partito del Popolo ha ottenuto 252.228 voti (7,4%) e 13 seggi in Parlamento, mentre alle elezioni europee del 10 giugno 1999 si è aggiudicato un seggio. Alle elezioni per il Parlamento danese del 20 novembre 2001, il Partito del Popolo ha ottenuto 413.987 voti (12%) e 22 seggi su 179, diventando il terzo partito della Danimarca.
    E' un partito nato dalla scissione a destra del Partito del progresso che nelle elezioni del 1998 ha conquistato il 2,4% dei voti e 4 seggi.

Dansk Folkeparti/Il Partito del Popolo Danese http://www.danskfolkeparti.dk/sw/frontend/show.asp?parent=17601&menu_parent=&layout=0

Det Konservative Folkeparti/Partito Popolare-Conservatore
(www.konservative.dk) – danese

ESTONIA

  • Res Publica è la più vecchia organizzazione politica in Estonia, fondata nel 1989 come un club per giovani amanti della politica. Molti membri del "club" sono ora rispettabili uomini d'affari, renowned cultural figures and anche leader politici di altri partiti

Res Publica
(www.respublica.ee) - estone

FINLANDIA
Kansallinen Kokoomus/Partito di Coalizione Nazionale
(www.kokoomus.fi) – finnico/svedese/inglese

FRANCIA

  • Front National : fondato nel 1972 da Jean-Marie Le Pen, già membro dell'esercito francese e segretario generale del Fronte Nazionale dei Combattenti.

    Alle ultime presidenziali Le Pen ha ottenuto il 17,79% di voti, arrivando al ballottaggio con Chirac (superò il candidato socialista Jospin)

    Il suo partito nelle politiche del maggio 1997 ha ottenuto solo il 5,6% dei voti e un seggio. Nel gennaio del 1999 dalle sue costole è nato il Movimento nazionale, il cui presidente è Bruno Megret.

Front National 

http://www.frontnational.com/accueil.php
Nouvelle Union pour la Democratie Française (UDF)/Nuova Unione per la Democrazia francese
(www.udf.org) - francese
Rassemblement Pour la Republique (RPR)/Rassemblement per la Repubblica
(www.rpr.org, ora www.rpr.asso.fr) - francese

GERMANIA
Nelle elezioni del settembre 1998 nessuno dei tre principali partiti di estrema destra, Unione tedesca del popolo (Dvu), Partito nazionale tedesco (Ndp) e Republikaner ha superato la soglia minima del 5% necessaria per ottenere seggi al Bundestag. In particolare i Republikaner hanno raccolto meno del 2% dei voti

Christlich Demokratische Union (CDU)/Unione Cristiano-Democratica
(www.cdu.de) – tedesco/inglese
Christlich-Soziale Union (CSU)/Unione Cristiano-Sociale
(www.csu.de) – tedesco

DVU

NDP

Republikaner

GRAN BRETAGNA

GRECIA

Nea Démokratia (ND)/Nuova Democrazia
(www.nd.gr) – neogreco

IRLANDA


Fianna Fail
(www.fiannafail.ie) – inglese
Progressive Democrats/Democratici Progressisti
(www.progressivedemocrats.ie) - inglese

ISLANDA


Sjálfstæðisflokkurinn (XD)/Partito dell’Indipendenza
(www.xd.is) – islandese/inglese

LITUANIA


Lietuvos Konservatoriai/Conservatori lituani
(www.tslk.lt) – lituano/inglese

NORVEGIA

  • Partito del progresso : partito dell'estrema destra populista, nelle elezioni tenutesi nell'ottobre del 2001 ha riscosso il 14,9%. Leader incontrastato del Partito è Carl Ivar Hagen. Nel novembre 1998 il governo centrista del primo ministro Bondevik, fu salvato dalla crisi grazie all'aiuto di Hagen che appoggiò la sua finanziaria.

  • Hoyre!/Partito Conservatore norvegese
    (www.hoyre.no) – norvegese/inglese

MALTA
Partit Nazzjonalista/Partito Nazionalista
(www.pn.org.mt)

PAESI BASSI

  • "Leefbaar Rotterdam" (Rotterdam vivibile) : è il nome del movimento che nelle elezioni amministrative del marzo 2002 ha conquistato il 34% dei voti a Rotterdam, la seconda città del paese, con lo slogan "l'Olanda è piena", e promettendo la fine dell'immigrazione musulmana nel paese. Il suo leader, Pim Fortuyn, fu ucciso pochi giorni prima del voto da un'animalista

  • Christen Democratisch Appèl/Appello Cristiano-Democratico
    (www.cda.nl) – olandese

POLONIA

Akcja Wyborcza Solidarnosc/Azione Elettorale Solidarnosc
(www.aws.pl) – polacco/inglese
Unia Wolnosci/Unione liberale
(www.uw.org.pl) – polacco

PORTOGALLO
Partido Social Democrato (PSD)/Partito Social-Democratico
(www.psd.pt) - portoghese

ROMANIA
Partidul National Taranesc Crestin Democrat/Partito Nazionale Contadino e Cristiano-Democratico
(www.pntcd.ro) - romeno

SAN MARINO

Partito Democratico Cristiano
(www.inthernet.sm/pdcs/index2.html) - italiano

 

SLOVACCHIA

Magyar Koalicio Partja/Partito della Coalizione ungherese
(www.mkp.sk) – ungherese/slovacco/inglese

SLOVENIA

Slovenska ljudska stranka (SLS-SKD)
(www.sls.sl) -

SPAGNA
Partido Popular/Partito Popolare
(www.pp.es) – spagnolo

SVEZIA
Moderata Samlingspartiet/Partito Moderato
(www.moderat.se) – svedese/inglese/altre lingue

SVIZZERA 

  • (Udc) / Partito dell'Unione democratica del centro  : questo partito insieme con l'ala nazionalista-populista che fa capo al deputato e imprenditore Cristoph Blocher si è imposta nelle elezioni del 1999 balzando dall'11,9% del 1995 al 22%. Dal 1959 la Svizzera è governata da una coalizione di quattro partiti che si spartiscono i sette incarichi ministeriali in base alla cosiddetta "formula magica". Un posto è assegnato all'Udc, che contesta l'etichetta di partito di estrema destra.

UDC - (http://www.udc.ch)

 

UNGHERIA

Magyar Demokrata Forum/Forum Democratico ungherese
(www.mdf.hu) – ungherese/inglese/tedesco
Fidesz-Magyar Polgári Párt/Fidesz-Partito Civico ungherese
(www.fidesz.hu) – ungherese

 

 
   
   
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