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QUESTA SEZIONE DEL SITO INTENDE ESAMINARE E DESCRIVERE I MOVIMENTI DI DESTRA MODERATA ED ESTREMA NEL PANORAMA EUROPEO L'ESTREMA DESTRA IN EUROPA Nella maggior parte delle democrazie occidentali dal dopoguerra fino agli anni ’80 i movimenti d'estrema destra dal punto di vista elettorale sono stati pressoché inesistenti. L’unico partito di una certa rilevanza lo si è avuto in Italia con il Movimento Sociale Italiano (MSI), che ha costituito il punto di riferimento per l’estrema destra europea. Solo negli anni ‘80 e ‘90 poi è comparso il Fronte Nazionale francese (FN), che successivamente ha ispirato in altri paesi numerose formazioni politiche, con esiti variabili, oppure nella maggioranza dei casi del tutto marginali. Con la fine degli anni ’90 la scissione del Fronte Nazionale francese e il tracollo delle estreme destre alle elezioni europee del 13 giugno 1999 avevano dato l’impressione che il loro declino fosse ormai iniziato. Ma da allora, diversi risultati elettorali hanno contraddetto questa previsione. Il successo della nuova estrema destra europea va ricercato soprattutto nel fatto che essa si presenta sotto una nuova veste: lotta alla società multirazziale ed alla globalizzazione, xenofobia, omofobia, islamofobia e “differenzialismo etnico”. Seguendo questi temi è dall’inizio degli anni ‘90 che l’estrema destra europea ha proceduto ad una revisione ideologica strategica, relegando nella maggior parte dei casi alle liturgie nostalgiche i riti parafascisti e nazisti, per candidarsi in questo modo ad occupare terreni di conflitto della società contemporanea, rimettendo al centro del proprio progetto la difesa della comunità naturale dalle presenze straniere; poiché l’immigrato extracomunitario nonostante esso fugge dalla miseria di tutti i Sud del mondo è visto come un vero e proprio spettro. L’unico modo per arginare la sua “invasione” è realizzare una “Europa delle Regioni”, una “Europa dei popoli, la “piccola patria”, basata rigorosamente sul federalismo etnico - o per dirla in un altro modo sul “differenzialismo etnico” - per rendere possibile il non-inquinamento etnico dei luoghi preservando le diverse identità culturali, nazionali e religiose. Sfruttando in questo modo il malessere e lo spaesamento provocati dalla globalizzazione che - oltre a rappresentare l’odiato modello americano - nel pensiero politico della nuova destra, porta all’omologazione culturale e all’incontro fra i popoli. Inoltre, la globalizzazione non riconoscendo le diversità tra i popoli, opera una sorta pulizia etnica, che altro non è che la società multirazziale. Appunto per questo motivo che i partiti di estrema destra delle nazioni aderenti all’Unione Europea, e anche in quelle in predicato di entrarci, si oppongono decisamente agli organismi comunitari, o per lo meno all’architettura europea attuale disegnata dal Partito popolare europeo e dal Partito socialista europeo che prevede: maggiore integrazione, moneta comune, Parlamento e Commissione europei. Bensì l’estrema destra vuole il ritorno al predominio delle nazioni sugli organismi comunitari temendo l’annullamento delle particolarità regionali nel gigantismo di Bruxelles e rilancia l’idea “Europa dei popoli”. Queste teorie non ricalcano altro che il pensiero di Alain de Benoist il fondatore della Nouvelle Droit; ossia colui che oggi è unanimemente considerato il riferimento teorico più accreditato dalla destra radicale europea, il padre del cosiddetto “differenzialismo etnico”, la nuova frontiera del pensiero razzista La revisione ideologia dell’estrema destra rappresenta quasi una forma di protesta di tipo reazionario in seguito all’adesione totale della destra e della sinistra tradizionali ai postulati dell’ultraliberalismo e della globalizzazione; e nello stesso tempo si giova dell’allontanamento della sinistra europea dagli strati popolari. Dunque per certi versi si può parlare di un’estrema destra atipica, che ha abbandonato il culto dello stato per l’ultraliberalismo, il corporativismo e per il mercato. Anche se è bene sottolineare che alcune formazioni politiche si richiamano ancora alle ideologie autoritarie e fasciste, se non nazionalsocialiste, ma sono diventate marginali, mentre progrediscono i partiti privi di una filiazione storica e ideologica estremista, che sembrano poter offrire soluzioni a una proposta politica chiusa, ampiamente consensuale e totalmente aderente al modello economico e sociale ultraliberista. Praticamente una sorta di “liberalismo autarchico” senza il libero scambio: un liberalismo che dovrebbe fermarsi ai confini nazionali, e si tradurrebbe nello smantellamento dello stato e delle conquiste sociali. Quindi non bisogna meravigliarsi se partiti come la Lega Nord nati come movimenti antifascista e per la protesta antitasse hanno assunto tutti i connotati di un classico e moderno partito di estrema destra, xenofobo, islamofobico, omofobico, antieuropeista e in molte occasioni espressamente razzista e fascista. Del resto anche altri partiti della destra radicale in Europa - in particolare quelli scandinavi come il Partito della patria (Norvegia), il Popolo del danese (Danimarca) e il Movimento patriottico popolare (Finlandia) - non hanno parentele con il fascismo, essendo nati come movimenti per la protesta fiscale degli anni settanta e giunti alla focalizzazione sulla xenofobia solo negli anni Novanta, proprio come il partito leghista. Questa forma di populismo xenofobo ha sfondato soprattutto tra le categorie di popolazione più minacciate nel loro status sociale e occupazionale, che vedono nell’immigrato come colui che va ad occupare i posti di lavoro destinati alla popolazione locale. In questo modo, con tutte le nuove caratteristiche acquisite l'estrema destra europea ha attirato a sé una base sociale, e di conseguenza si esprime oramai più attraverso le urne che con un attivismo violento. Così, a fianco dei partiti legali o anche al loro interno (non è rara la doppia appartenenza dei militanti) si manifestano da alcuni anni gruppuscoli violenti, di ideologia apertamente neonazista e razzista. All'interno della galassia dell'estrema destra, in realtà, come detto, ci sono partiti molto diversi. Alcuni partiti partono da posizioni dichiaratamente fasciste o addirittura naziste, come i tre movimenti estremisti tedeschi (Republikaner del leader Rolf Schlierer, Npd e Dvu), i tre italiani (Movimento Sociale Fiamma tricolore – e la coalizione Alternativa Sociale, che comprende Forza Nuova, Fronte Sociale Nazionale e Azione Sociale di Alessandra Mussolini), la spagnola Democrazia Nazionale, il Partito Nazionale britannico del leader Nick Griffin, il Fronte ellenico, l’ungherese Partito della giustizia e della vita. Altri hanno nel tempo diluito i richiami neofascisti in una sorta di socialismo di destra con venature molto marcate in senso antiglobaliste e antiliberiste come i francesi Fronte Nazionale di Le Pen e il Movimento nazionale repubblicano di Mégret (nato in seguito ad una scissione don il partito di Le Pen), e l’FPO (Partito liberale) di HC Strache in Austria. Del tutto particolari sono l’italiana Lega Nord e il fiammingo Vlaams Belang (EX Vlaams Blok), che rivendicano l’indipendenza di alcune, presunte o meno, nazioni all’interno di stati nazionali. Aggiungendo a queste rivendicazioni di autonomia programmi politici conditi da tesi razziste e xenofobe, nonché da decisi spunti antieuropeisti in linea con l’estrema destra europea. Recentemente sono sorti partiti nel nord-centro Europa che accomunano spinte populiste (nazionalismo, localismo, rivolta fiscale, opposizione all’euro e all’Europa) a programmi anti-immigrati conditi da accenni parafascisti, come Per un’Olanda vivibile dell’assassinato Pim Fortuyn, il Partito del popolo danese di Pia Kjærsgaard, il norvegese Partito del progresso di Carl Hagen, il Partito del popolo svizzero di Christoph Blocher, la svedese Nuova democrazia e l’irlandese Eire Now. Infine ci sono i partiti dell’Est europeo ex comunista dove la connotazione ultranazionalista e fascista è prevalente, come il Partito della Grande Romania, i liberaldemocratici russi di Zhirinovski, il Partito nazionalista slovacco, il Partito della destra croata (Hrvatska Stranka Prava), il Partito radicale serbo di Vojislav Seselj. Non a caso, infine, l’estrema destra nazista ha il maggiore seguito proprio nell’ex Germania Est e in Russia con il partito Pamyat. Oltre alla decisa e ferma opposizione alla globalizzazione e all’Unione Europea, molto diffuso è anche l’anti-americanismo, nonché nei movimenti più antisemiti l'incitamento all'estremismo palestinese e arabo. In quest’ottica non vanno infatti, dimenticate la stretta di mano tra Umberto Bossi e Slobodan Milosevic durante la guerra in Kosovo, il sostegno incondizionato di Zhirinovski e dell'estrema destra greca al regime serbo, la visita di Haider in Iraq a Saddam Hussein, il quale è stato considerato “un patriota” anche da Le Pen. Esistono partiti di estrema destra con posizioni dichiaratamente fasciste o addirittura naziste, come i tre movimenti estremisti tedeschi (Republikaner, Npd e Dvu), i tre italiani (Ms-Fiamma tricolore, Forza Nuova, Fronte sociale nazionale), la spagnola Democrazia nazionale, il Partito nazionale britannico, il Fronte ellenico, l'ungherese Partito della giustizia e della vita, il fiammingo Vlaams Belang (EX Vlaams Blok) Altri hanno nel tempo diluito i richiami neofascisti in una sorta di socialismo di destra con venature antiglobaliste e antiliberiste come i francesi Fronte nazionale di Le Pen e il Movimento nazionale repubblicano di Mégret, l'Fpö (Partito liberale) di Strache in Austria. Alcuni di questi partiti erano stati riuniti proprio da Le Pen in un supergruppo europeo chiamato Euro-nat. Haider (ex segretario dell' FPO) aveva proposto di federare i partiti dell'estrema destra nelle elezioni europee del 2004, senza incontrare però molto entusiasmo. In ogni caso la federazione non avrebbe compreso Le Pen, che Haider considerava «un razzista».
POPULISTI E
NAZIONALISTI
- Recentemente sono sorti partiti nel nord-centro Europa che
accomunano spinte populiste (nazionalismo, localismo, rivolta
fiscale, opposizione all'euro e all'Europa) a programmi
anti-immigrati conditi da accenni parafascisti, come
Per un'Olanda vivibile
di Pim Fortuyn, - assassinato il 6 maggio 2002 - vincitore delle
allora comunali di Rotterdam, il
Partito del popolo danese di Pia
Kjærsgaard, il norvegese Partito del
progresso di Carl Hagen,
il Partito del popolo svizzero
di Christoph Blocher, la svedese Nuova
democrazia, l'irlandese
Eire Now.
CONTRO L'EURO E L'UE
- Non sono soltanto i sentimenti xenofobi e razzisti a connotare
questi movimenti. Una posizione comune nei partiti di estrema destra
delle nazioni aderenti all'Unione europea, e anche in quelle in
predicato di entrarci, è l'opposizione agli organismi comunitari, o
per lo meno l'opposizione all'architettura europea attuale disegnata
dal Partito popolare europeo e dal Partito socialista europeo:
maggiore integrazione, moneta comune, Parlamento e Commissione
europei. L'estrema destra si oppone in modo deciso e vuole il
ritorno al predominio delle nazioni sugli organismi comunitari e,
nei movimenti localisti (Lega Nord,
Vlaams Blok), teme l'annullamento delle
particolarità regionali nel gigantismo di Bruxelles e rilancia
l'idea «Europa dei popoli». Per arrivare all'estremismo di Le
Pen, che vorrebbe l'uscita immediata della Francia dall'Ue e il
ritorno al franco come moneta corrente o quanto meno da affiancare
all'euro. Vediamo ora la situazione stato per stato delineando gli aspetti chiave dei partiti
ITALIA : i partiti che compongono il centro-destra (diciamo tradizionale, cioè la Casa delle Libertà) sono 4: Forza Italia (Berlusconi), Alleanza Nazionale (Fini), UDC (Cesa) e Lega Nord (Bossi). Fanno però parte del panorama della Destra italiana anche le seguenti formazioni politiche : Alternativa Sociale (Mussolini), un gruppo politico che comprende Forza Nuova (Fiore), Fronte Sociale Nazionale (Tilgher) e Libertà d'Azione (Mussolini); Movimento Sociale - Fiamma Tricolore (Romagnoli); Movimento Idea Sociale (Rauti); La Destra (Storace)
Ora esaminiamo il resto d'Europa... Comincio dall'Austria per l'affetto che mi lega a questo paese poi procederò in ordine alfabetico AUSTRIA Rappresentano il panorama della destra l'OVP - Osterreichs Volks Partei (Partito Popolare austriaco) del cancelliere Schlussel e l'FPO - Freiheitlichen Partei Osterreich (Partito austriaco delle Libertà) del mio carissimo amico Heinz-Christian Strache, successore di Jorg Haider alla guida del partito
Österrichische Volkspartei
(ÖVP)/Partito Popolare austriaco
FPO - Freiheitlichen Partei Osterreich (Partito austriaco delle Libertà) ALBANIA
(PDSH) Partia Demokratike të
Shqipërisë /Partito Democratico albanese
BELGIO
(http://vlaamsblok.be/index.shtml; http://www.vlaamsbelang.org/index.php)
BULGARIA
CROAZIA
CIPRO
REPUBBLICA CECA
DANIMARCA
Dansk Folkeparti/Il Partito del Popolo Danese http://www.danskfolkeparti.dk/sw/frontend/show.asp?parent=17601&menu_parent=&layout=0
Det Konservative Folkeparti/Partito
Popolare-Conservatore ESTONIA
Res Publica
FINLANDIA FRANCIA
Front National
http://www.frontnational.com/accueil.php
GERMANIA
Christlich Demokratische Union
(CDU)/Unione Cristiano-Democratica DVU NDP Republikaner GRAN BRETAGNA
GRECIA
Nea Démokratia (ND)/Nuova Democrazia IRLANDA
ISLANDA
LITUANIA
NORVEGIA
MALTA PAESI BASSI
POLONIA
Akcja Wyborcza Solidarnosc/Azione
Elettorale Solidarnosc
PORTOGALLO
ROMANIA SAN MARINO
Partito Democratico Cristiano
SLOVACCHIA
Magyar Koalicio Partja/Partito della
Coalizione ungherese SLOVENIA
Slovenska ljudska stranka (SLS-SKD)
SPAGNA
SVEZIA SVIZZERA
UDC - (http://www.udc.ch)
UNGHERIA
Magyar Demokrata Forum/Forum
Democratico ungherese
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